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Una buona ripresa non basta al Lecco contro Milano

10/02/2013

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Seconda sconfitta consecutiva per l'Unicalce Rugby Lecco che questo pomeriggio è stata superata al Bione per 24-13 dall'Asr Milano. Una gara dai due volti duella dei blucelesti. Ad un brutto primo tempo ha infatti fatto seguito un'ottima ripresa, giocata per di più in inferiorità numerica a causa dell'ingenua espulsione di Perego. I blucelesti hanno sfiorato una grande rimonta, simile a quella dell'ultimo impegno casalingo contro Rovato, sciupando però tutto con un regalo agli avversari nei minuti finali.

Gli ospiti passano in vantaggio al 6' con la meta del velocissimo Ferrari, trasformata da Tolotti. Al 13' Brambilla accorcia le distanze su punizione ed il Lecco prova a spingere, ma al 22' Tolotti va a segno su un piazzato e porta il risultato sul 3-10. Milano è più incisivo in attacco e ancora Ferrari sigla la seconda meta personale di giornata, seguita dalla trasformazione di Tolotti. Al 37' Perego reagisce ad un brutto intervento di Cortinovis, rosso per il bluceleste e giallo per il biancorosso. Allo scadere Brambilla ha la possibilità di ridurre lo svantaggio ma non inquadra i pali su punizione.

Il Lecco torna in campo nella ripresa trasformato. Al 6' Suli va in meta con l'aiuto dei compagni, e nonostante il rientro in campo di Cortinovis, e la conseguente inferiorità numerica, sono sempre i blucelesti a fare la partita. Al 14' la meta di Valentini porta il risultato sul 13-17, ma Brambilla è in giornata no e sbaglia nuovamente la trasformazione. La gara rimane aperta sino quasi allo scadere. Al 38' infatti un clamoroso errore in fase di passaggio dei lecchesi apre a Tolotti la possibilità di involarsi in meta a campo aperto. Lo stesso numero dieci trasforma fissando il punteggio sul 13-24 finale.

"Ci abbiamo provato" commenta a fine mister Di Giusto, "purtroppo abbiamo sbagliato un paio di situazioni di gioco che ci hanno portato a questo risultato. Mi riferisco ad una palla giocata in velocità invece che puntare sulla touche e chiaramente alla meta finale regalata agli avversari. Siamo stati un po' ingenui ma abbiamo anche fatto delle belle cose. Purtroppo è andata a finire così".

Claudio Zubani

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