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Ecco "Lecco 1977 - Volti di una storia Anglo-Italiana"

27/11/2012

La festa allo stadio e al pub

[Fotoservizio Alessandro Menegazzo]



Tre o quattro sono già in campo. In un angolo, quasi con timore reverenziale a calpestare quel verde che tante volte li ha visti protagonisti. Bastano pochi minuti, e le facce attempate del Lecco protagonista dell’Anglo-Italiano del ’77 compaiono una dietro l’altra, sul prato del Rigamonti-Ceppi. È una rimpatriata, amici di vecchia data che dopo più di tre decenni si ritrovano insieme. L’occasione è la presentazione del libro su di loro e sulla loro impresa, il volume “Lecco 1977. Volti di una storia Anglo-Italiana”, scritto da Emmanuele Michela ed edito da Lecco Sport Web. Ma il formalismo che spesso pervade simili eventi, qui proprio non c’è: abbracci, ricordi, pacche sulle spalle. «Ti ricordi quando segnasti quel gol da qui, contro l’Udinese?», chiede Pota a Pozzoli, indicando la posizione defilata da cui l’ex-centrocampista bluceleste colpì i friulani anni fa. «Non ti ricordavo con la barba! Cosa fai adesso?» «Lavoro in banca». Si scherza sui capelli bianchi di Martignoni, sui baffi di Santi («da quando li hai tagliati si fatica a riconoscerti»), si chiama fa una telefonata per salutare Zandegù, che lavora e non è riuscito a salire da Ancona. Ma la festa sul campo s’interrompe un secondo: dagli spogliatoi scende un po’ zoppicante un uomo ormai sull’ottantina: «È il mister!». La squadra gli corre incontro. Oscar Massei non è voluto mancare oggi: partirà a breve per tornarsene in Argentina, ma appena gli è stato detto di questo libro ha fatto di tutto per esserci.

Basterebbero queste scene a raccontare la presentazione del libro sulla Coppa Anglo-Italiana, svoltasi sabato presso la sede del Lecco. Basterebbe vedere le facce sorridenti di questi ex-ragazzotti, e riascoltare i loro racconti di un trofeo tanto estemporaneo e di una trasferta così particolare. Il volume racconta la loro storia: quella di una piccola squadra della provincia italiana che, per uno strano scherzo del calcio, si trovò ad andare in Inghilterra a giocare contro club semi-professionistici inglesi, «tanto amatoriali nelle loro strutture, quanto ricchi di passioni nei loro interpreti», come ha ricordato l’autore durante l’incontro: «Diversi calciatori ricordano la prima partita, quella col Redditch: la squadra di casa arrivò solo 30 minuti prima dell’inizio della partita, con famiglie al seguito e scarpe nei sacchetti della spesa. Si cambiarono, fecero un breve riscaldamento e dopo 20 minuti di gioco avevano fatto già due gol. Questo lascia intendere quanta determinazione erano in grado di mettere».

L’evento ha visto la partecipazione anche di Antonio Rusconi, senatore Pd e presidente della Calcio Lecco, che ha plaudito l’iniziativa del libro insieme a Paolo Cesana, amministratore unico della società, le cui parole hanno riportato a galla il “giallo” del trofeo, sparito anni fa: «Stiamo facendo di tutto per trovarlo, ma con scarsi risultati. Abbiamo contattato anche la gioielleria che produceva la Coppa, e il Bath City, contro cui il Lecco giocò la finale, ma le risposte sono state negative». Un piccolo smacco certo, che però non toglie nulla alla vittoria di quella squadra, che ancora si riassapora nei racconti degli ex-giocatori: introdotti da Marco Corti, giornalista de La Provincia di Lecco, in tanti hanno voluto parlare, anche solo per pochi minuti, ricordando i loro anni sul Lario. L’ambizione di Ceppi, la vittoria in Coppa Italia, le emozioni di quelle vittorie...

È quanto emerso anche allo Shamrock Pub, dove poco dopo la squadra si è trasferita per la seconda parte della giornata. Qui ad attenderli c’erano decine di tifosi, arrivati per conoscere un pezzo in più della storia del loro club e riconoscere facce viste solo in vecchie foto ingiallite. «Di quella trasferta non si può raccontare proprio tutto. Dovremmo parlare anche di certe cameriere viste a Londra», butta lì un ex-giocatore ad alcuni ragazzi del tavolo vicino. Appena prima dell’inizio della presentazione pubblica arriva anche il più atteso, Piero Volpi, capitano di quella squadra. Non fa in tempo a levarsi il cappotto, ed eccolo che è già sul palco a parlare di calcio: «Quella coppa era una vera particolarità per quei tempi. Il trofeo portato a casa rimane nel profilo del club». Poi spazio alle parole di Emmanuele Michela, che ha raccontato le origini del trofeo, nato per dare la possibilità a un club di terza divisione, lo Swindon Town, di difendere il titolo vinto in patria anche in una competizione europea. E spazio ad alcuni profili del libro, «che presentano le vicende umane che come sempre stanno dietro ad ogni vittoria. E che forse sono la cosa più interessante da cogliere». Si parla del grande Jimmy Greaves, rivale del Lecco con la maglia del Chelmsford, di Lennart Skoglund e di suo figlio Ewert, arrivato in riva al Lario nel ’76 e protagonista anche lui di quella annata. Si chiude sulle note del nuovo inno della squadra, riarmonizzato da Herman Corti in occasione del centenario, e se ne va così un bel pomeriggio, non soltanto di calcio: tra foto sbiadite, ricordi sempre freschi e coppe scomparse, un pezzo della piccola ma preziosa storia del Lecco si è ritrovato per rivivere i suoi anni più verdi.
 
Da domani, mercoledì 28 novembre, il libro sarà in vendita in tutte le edicole della provincia di Lecco in allegato al quotidiano La Provincia di Lecco al prezzo di 4,80 euro + il costo del giornale.

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